16.11.2011

Economia Digitale - Vendite online e leva sui consumi.

Nei due precedenti articoli, abbiamo visto in che modo internet e più in generale l'informatizzazione contribuiscano alla crescita economica del Paese, attraverso la crescita dei fatturati e della produttività delle imprese, con un focus particolare sulle PMI (piccole e medie imprese).
Prima di passare in rassegna l'importanza dei siti internet aziendali (e soprattutto di un loro adeguato utilizzo) è opportuno richiamare non tanto la definizione, uniformata a livello europeo, di PMI (imprese da 2 a 249 dipendenti, con fatturato annuo/bilancio da 2 a 50 milioni di euro) quanto l'attenzione sul fatto che le PMI italiane (oltre 4.300.000 e oltre il 99,9% del totale) costituiscono la struttura del nostro sistema produttivo.

Come accennato nel primo articolo su questo approfondimento dedicato all'economia digitale, il nostro Paese davvero non brilla quanto a dinamismo per gli investimenti nel web, probabilmente anche a causa di scarsi investimenti istituzionali nelle infrastrutture e nella qualità delle connessioni di rete (sembra incredibile ma alcune zone, dal nord al sud del Paese, con una discreta concentrazione di aziende, non sono ancora coperte da connessioni a banda larga né cablate né wireless). Personalmente ritengo che la causa principale di questo fenomeno sia invece da ascrive a fattori culturali: molti imprenditori tuttoggi considerano marginale o addirittura inutile (sic!) avere un sito internet aziendale e altrettanti tendono a considerarlo, nella migliore delle ipotesi, un mero orpello del proprio “company profile”: pochi investono di buon grado in opportune campagne di promozione della propria azienda (e relative competenze offerte al mercato), perdendo in tal modo le grandi opportunità di crescita descritte negli articoli precedenti.

L'importanza di realizzare un sito internet aziendale, di promuoverlo e di utilizzarlo come strumento di penetrazione commerciale vale indistintamente per qualsiasi settore merceologico o tipologia di azienda sia essa identificabile come appartenente al Turismo, ai Servizi o al Factory. Emblematici, e ci auguriamo chiarificatori, ulteriori due dati (forniti ancora una volta da DAG) relativi all'effetto leva sui consumi sintetizzato dall'acronimo ROPO (Research Online, Purchase Offline, Cerca Online, Acquista Offline): lo scorso anno il 46% dei contratti conclusi dalle agenzie immobiliari è stato supportato dal canale web, per un controvalore di oltre 26 miliardi di euro; ancora: il 10 % dei mutui erogati dalle banche ha visto la compartecipazione del web nella ricerca di informazioni da parte degli utenti che hanno poi scelto l'istituto che offriva i migliori tassi di interessi.

Se internet si rivela un canale efficace per la vendita (anche indiretta, tramite l'offerta di informazioni commerciali ricercate da parte degli utenti potenziali acquirenti) delle varie competenze e produzioni aziendali, non essere presente con il proprio sito internet, non farsi trovare (per non aver investito con le opportune strategie di marketing mix legate al web), non utilizzare il sito in maniera operativa per supportare al meglio la propria comunicazione aziendale e la propria offerta online rappresenta la più grande opportunità sprecata in termini di mancata crescita e non migliorata efficienza, produttività.

Nxn - Div. Press, Media Communications

Vai al sito

NXN S.N.C. | PI 0362340277 | SITE MAP | PRIVACY